giovedì, 12 giugno 2008

Un'altra strage assurda ha colpito l'Italia. Sei esseri umani morti nel depuratore di Mineo in provincia di Catania. Sei eroi, padri di famiglia il cui destino lascia emergere l'inquietante interrogativo se nel nostro Paese siamo davvero sicuri sul luogo di lavoro. La risposta non si lascia molto attendere, considerando l'impressionante numero di decessi in tale circostanza. Mi viene da pensare che qualcosa non va a livello verticistico. Esistono manager, politici, responsabili in grado di assumersi delle responsabilità e soprattutto di rispettare il prossimo? Qui non si tratta più di temere la galera. Che le leggi siano applicate o no è un altro discorso... alla base di tutte le organizzazioni dovrebbe esserci maggiore impegno a concentrare sforzi, missioni e obiettivi in modo unitario. Colui che regge un'azienda o qualsiasi altro organo in cui siano coinvolte delle risorse umane, dovrebbe tener conto dell'importanza di queste nel fornire un contributo all'economia intera. Direi che occorre una rieducazione, che parta dalla necessità di insegnare e formare ciascuno a sviluppare compiti e mansioni in modo corretto, senza dimenticare che ogni obiettivo presuppone cooperazione e incentivazione per obiettivi. Le peggiori conseguenze della disorganizzazione sono sotto gli occhi di tutti e guarda caso spesso i colpevoli resteranno sempre i furbi che hanno ottenuto privilegi e posizioni senza meritarselo e che, in altre parole, lasciano al loro destino sempre loro: i migliori

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venerdì, 11 gennaio 2008

Caro Gianfranco Galan, Presidente della Regione Veneto, rifiuti di aiutare la popolazione napoletana a diminuire il volume dei cumuli di spazzatura. Sostieni che si tratterebbe di "inutile pietismo" dal momento che, come dici tu, poi si ripartirebbe punto e a capo, con gli affari loschi della camorra. In questi giorni si fa a gara per attribuire le colpe del disastro ambientale alla malavita, ai politici e perfino alla magistratura. Tutto vero ma, probabilmente, si fa ancora fuochino ad azzeccare come sono andate realmente le cose. Chi può dircelo definitivamente? E poi, a cosa servirebbe? Da ora in avanti bisogna solo correggere un grave errore, perché caro Galan, anche tu, come i napoletani, ogni due giorni vai a buttare la tua bella busta di spazzatura. Anche tu al mattino esci di casa e vuoi percorrere la strada verso l'ufficio senza gli intralci e i maleodori dell'immondizia. Anche tu vuoi che i tuoi nipoti, se ce li hai, non rischino di beccare microbi e malattie sostando per le strade. E anche tu potresti desiderare un'immagine di un'Italia unita, che è già la barzelletta d'Europa. E' facile attribuire colpe, caro il mio politico, quando l'ignoranza e la pigrizia dell'uomo nato nel posto giusto evita scelte dure. E, ricorda, le scelte dure appartengono agli uomini veri.

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lunedì, 07 gennaio 2008

A volte penso che tra la scrittura e il modo di essere di una persona ci sia un rapporto magico. Scrivi ciò che vuoi fare e lo farai, ciò che sono gli altri e ne senti l'essenza, ciò che vorresti essere e molto probabilmente lo diventerai. Scrivere vuol dire attribuirsi logica ed emozioni, costruire e ricostruirsi una personalità. Ricordo le vecchie lettere, quelle che le fidanzatine scrivevano per dimostrare affetto. In quella busta improfumata e pazientemente compilata a inchiostro c'era la verità. Bisognerebbe recuperare questo stile antico e affascinante. Con la facilitazione della tecnologia siamo sempre più pigri. Quando, tuttora, ricevo una lettera su cui il mio nome è scritto a penna sono attraversato da emozione. Mentre la apro avverto ansia: è un invito a una riunione. Che palle!

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giovedì, 03 gennaio 2008

Dunque, vediamo un po', quando avevo 11 anni... ah ecco: amici, compiti insieme e latte e caffé a metà pomeriggio, stereo, bicicletta, pallone, gite scolastiche, vacanze (forzate) in montagna, pac man, mare (meno male), nascondino, palle di neve, pupazzi (sempre di neve) con tanto di carota al posto del naso, ricetrasmittenti, rispetto per i "più grandi"...
Oggi, a 11 anni: mio nipote mi ha chiesto il contatto msn! Sanno programmare in html! hanno tre fidanzatine! fanno immersioni subaquee! si preparano per il prossimo viaggio in Russia! la domenica fanno gli ultrà allo stadio! parlano due lingue straniere! prendono per il culo gli adulti e gli rifanno faccia! conoscono a memoria tutti i personaggi di cinema, radio e realtà virtuale! possiedono il teleradiofonino cibernetico! 

Brutto essere nati nel '74.

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Cazzo, ma la finiscono con questa Britney Spears? E lasciatela fare... Sarà pure libera di separarsi, girare senza slip, fare le notti brave con la Hilton oppure avere in casa una stanza attrezzata per le sue esaltanti ore erotiche... Hanno scritto pure che "ha perfino perso la verginità a 15 anni"! L'America, per lo meno quella giornalistica, che pensasse alle nefandezze politiche dei propri vertici invece di rompere le balle con queste notizie, che non fregano più a nessuno. Tanto, ognuno di noi cerca, prima o poi, di violare i noiosi schemi del sistema. Sembriamo o no incapsulati? Lunga vita alla Spears...

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martedì, 01 gennaio 2008

Un altro anno è passato, già. Tutti "ricominciano" dal 2008. Secondo le convenzioni ogni inizio coincide con un augurio. E va bene così. Tuttavia, questa mattina ero disgustato da qualcosa. Mi sono accorto che ogni principio di questo genere è contrassegnato da un tragico bollettino: incidenti, feriti per i botti, scontri. Va da sé che non ascolterò alcun telegiornale. Esagerare non è mai servito. Piuttosto occorre riflettere e restare ancora uniti. Le mie ultime esperienze di vita mi hanno insegnato che un uomo può cambiare il proprio destino, se lo vuole. Allora, per me e per tutti gi altri colgo la scusa del nuovo anno per auspicare di procedere per pianificazioni e obiettivi. Ho sempre cara la frase tipica dei sognatori: "le cose vanno create due volte: la prima nella nostra testa e la seconda nella sua traduzione in azione". Un invito a sognare è sempre nobile. Un futuro migliorabile per tutti, in cui interessarci di più al prossimo, può già esistere senza grossi ostacoli.

postato da: User_Name alle ore 12:14 | link | commenti (4)
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sabato, 29 dicembre 2007

Mai fidarsi di:
- coloro che parlano sempre male degli altri
perché prima o poi parleranno male o a sproposito anche di te;
- coloro che si lamentano sempre
perché si lamenteranno anche delle tue scelte e hanno lo straordinario potere
di offuscare i tuoi sogni;
- coloro che comunicano con la propria maschera
se dopo averle salutate non senti la loro mancanza è la prova del nove;
- coloro che non rispettano gli accordi presi con te
perché pensano al solo tornaconto personale;
- coloro che parlano sempre e non ti lasciano esprimere
perché sono dei palloni gonfiati poco interessati agli altri e che saranno campioni a tradire;
- coloro che vantano continuamente un proprio parente/amico in modo vertiginoso
perché in realtà li disprezzano e sono disprezzati;
- coloro che ti rimproverano che li hai dimenticati
perché non si chiedono se in realtà sono loro a doverti ricordare;

postato da: User_Name alle ore 21:09 | link | commenti (2)
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venerdì, 07 dicembre 2007

Ma può essere che sono l'unico fesso rimasto che non sa creare una misera pagina web?
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venerdì, 16 novembre 2007

Non "accimendate" se non volete essere "accimendati".

Di questi tempi non si fa altro che spaccare le rotelle e nominare "invano" le forze dell'ordine, imputate di combinarne di belle. Che paghino, i responsabili. Il governo deve garantire ordine e giustizia. Però una cosa voglio dirla. Sto calcio ha rotto le balle. Ma non il pallone. Anzi, togli quello al genere umano e scateni una rivoluzione... Intendo semmai quello che gira intorno. Intanto, il fenomeno dei groppuscoli impazziti delle pseudotifoserie c'è ancora, altroché. Qualcuno o qualcosa sembra volerci persuadere che dentro gli spalti, negli autogrill, sui treni organizzati si sia raggiunto il perfetto e divino amore fraterno tra i giovani delle opposte tifoserie. Macché. L'ennesima morte di un giovane non si giustifica con nessuna motivazione al mondo. Però è il nuovo messaggio che è finito tutto. E' finito lo sport, quale condivisione ed entusiasmo. Siamo finiti noi che non ci possiamo vedere l'un con l'altro. Qualcosa però mi dice che è tutto recuperabile e rimediabile. Basta che ognuno, anziché perdere tempo e i propri (pochi) soldi appresso ad abitudini sbagliate e alla bolla miliardaria degli affari calcistici, faccia qualcosa di più costruttivo. C'è la campagna, andare in bici, trombare un po' di più, valorizzarsi e valorizzare, comunicare meglio con gli altri. Ma che starò a dire di complicato!?

postato da: User_Name alle ore 20:27 | link | commenti (1)
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mercoledì, 31 ottobre 2007

Resto senza parole per il nuovo efferato delitto commesso ai danni di una donna. A Roma due extracomunitari hanno tentato di violentare picchiando a sangue Giovanna Reggiani, moglie di un ufficiale della Marina Militare. Non paghi dell'opera hanno scaraventato la povera cristiana giù per un fossato. E' in coma cerebrale. Di recente un appuntanto dei carabinieri mi comunicava la necessità che cittadini e forze dell'ordine formino un corpo unico. Il nostro paese prima che accogliere deve assumere il volto nuovo del rigore e del rispetto dei diritti, scoraggiando la violazione del patrimonio e dell'incolumità dei cittadini onesti.

postato da: User_Name alle ore 22:28 | link | commenti (1)
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Nome: Mario Massarotti
Uno dei tanti, magari uno dei troppi, forse uno dei pochi...

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